Ciao Rosario
Rispondo punto per punto (in corsivo il tuo intervento) alle tue argute osservazioni che condivido totalmente. E dato che entrambi siamo stati prolissi, la mia replica è diventato un post.
-Wow!!!
Sei proprio inc….ta. Capisco la tua situazione ed hai la mia piena solidarietà. Sui Siciliani in generale (non solo i Palermitani, io sono di Agrigento) sono molto critico, e per vari aspetti che sarebbe molto lungo e meriterebbe una serie di post specifici.
Innanzi tutto grazie per la solidarietà. E’ vero, “i siciliani siamo tutto un mondo” e tale affermazione non sempre è da intendersi in senso positivo. Ci siamo persi tante buone opportunità nel passato e a quanto vedo, si continua imperterriti.
-Lo dico subito a tutti quelli che leggeranno questo commento: non sono un rinnegato nè un denigratore della propria Terra e dei propri conterranei, ho solo vissuto gli ultimi 30 dei miei 48 anni a Torino, prima per studio, poi per lavoro. Ho sempre la nostalgia per la Bella Sicilia, ma non per i Siciliani, che soffrono di alcune malattie sociali come Presunzione, Ignoranza e Apparenza (”pari bruttu…”). Chi non si è mai raffrontato a lungo con altre culture e stili di vita non può capirlo, perciò invito i Siciliani a vivere fuori dalla Sicilia per almeno un paio d’anni per capire meglio i propri difetti prima di rispondermi con insulti, che rispedisco già al mittente.
Ho vissuto più di vent’anni in giro per il mondo, non solo in Italia. La nostalgia per la mia città era spesso presente, non quella per i suoi abitanti; più di ogni altra cosa mi mancava la mia famiglia. Devo ammettere che solo al sud Italia ho riscontrato tanta boria, tanta superbia, tanta spocchia, coniugate al disinteresse per le proprie città mortificate dai loro stessi comportamenti. Sì, hai perfettamente ragione, tutti coloro che sostengono di vivere bene in Sicilia, dovrebbero provare a risiedere altrove (dal centro Italia in su) anche per un anno, sono certa che cambierebbero idea. Molte persone non sono in grado di comunicare in maniera civile il loro disaccordo e grazie alle possibilità offerte dal mezzo informatico, aprono un account di posta con nomi di fantasia ed inviano e-mail anonime, con sberleffi, insulti e minacce. Io ne ho ricevute diverse e sicuramente continuerò a riceverne, ma se accadesse anche a te per quanto hai scritto, vorrei che mi informassi.
-Torniamo a PalermoIN. POCHI MA BUONI. Valuta se far partire l’Associazione, Ti assicuro che mi iscriverò “a distanza”, e lavora per selezionare i partecipanti del gruppo prima e dell’Associazione dopo. Comincia ad assegnare piccoli compiti a quelli che si definiscono “entusiasti” dell’iniziativa e pubblicane i nomi ed i compiti assegnati con le scadenze, darai “accountability” (metterci la faccia) a queste persone.Ringrazierai pubblicamente chi fa le cose con spirito di gruppo e senza meschinità, chi non porterà a termine il proprio piccolo incarico lo ignorerai in futuro. Vedrai come la “selezione naturale” farà il suo corso.
Da tempo ho rallentato il processo di ufficializzazione di PalermoIN, azione già preventivata considerando il luogo dove mi trovo a operare e le scarse risorse umane a mia disposizione. La ‘selezione naturale’ sta iniziando a dare i suoi frutti! Il Consiglio Direttivo è in totale e continuo rimpasto, proprio perché, sollecitando i suoi componenti ad un maggiore impegno (temporale e personale) ho ricevuto per reazione una serie di rinunce che non mi stupiscono affatto. I compiti furono assegnati in quel lontano novembre 2008, ed essendo stati disattesi, hanno provocato la spontanea fuoriuscita di diverse persone, io non ho mai avuto bisogno di mandar via nessuno. Ho capito una cosa importante: nessuno vuol lavorare per lo sviluppo dell’associazione, stanno tutti in stand-by attendendo che i risultati vengano serviti su un piatto d’argento; sai come si dice “mettere panza e presenza”. Soci e consiglieri intendono scendere in campo solo a cose fatte, perché comunicazione e collaborazione sono assai carenti, e last but not least, infastidisce che sia una donna a gestire il progetto. Riguardo i soci, all’inizio pensavo al “numero”, poiché prevedevo di poter contare su poco meno di 10 persone ogni 100 iscritti… previsione azzeccata, alla luce dei fatti. Ognuno osserva a distanza quel che succede, venendo a leggere in punta di piedi (1850 accessi in un paio di mesi) poiché si guarda bene dal commentare (tranne rarissime eccezioni). A tutt’oggi non credo di dover ringraziare nessuno.
-Il passo successivo, secondo me, è quello di definire un Carta dei Valori del gruppo PalermoIN, partendo da quella di ClubIN e farla magari ancora più selettiva, e farla firmare a tutti quelli che vogliono stare dentro.
Terzo passo, nel gruppo “Fior di Risorse”, sempre su LinkedIN, è cominciato un processo di scrematura dei componenti del gruppo: chi non partecipa alle riunioni, e con propositività, chi non partecipa ai forum/rubriche del sito, chi si limita solo ad essere un elemento nella lista del gruppo, verrà INSINDACABILMENTE cancellato dal gruppo. POCHI MA BUONI. Non ha senso avere 400-700 iscritti se poi le attività ed i rapporti tra le persone si trascinano. Tieni duro. Un abbraccio. Rosario Rizzo
Concordo anche su questo. Ma vedi, già a qualcuno sembravano troppo rigide le regole della Federazione… altro che Carta dei Valori! Rosario, per me non è vitale far decollare il gruppo, tutto è nato quasi come una sorta di sfida e di certo non posso impegnare tutto il mio tempo e le mie forze su un progetto che al momento somiglia ad un contenitore vuoto, né subire le invettive di certi idioti che continuano a scrivere in anonimo, ho anche altro a cui pensare. Ritenevo positivo poter organizzare qualcosa di “nuovo” a Palermo, visto che anche l’associazionismo in Sicilia si colloca agli ultimi posti, ma ripeto, finché non si faranno avanti persone mature e responsabili, il progetto rimane in stand-by.
Grazie per il tuo significativo intervento, ricco di stimoli.
Un cordiale saluto e un a risentirci a presto.
Mirella Puccio
P.S.
Con l’occasione invito tale “Krypto” a desistere… non basta camuffare la propria identità, con un nick, forse non sa che essendo in possesso dell’indirizzo IP evinto dalla corrispondenza, sono già risalita a diverse informazioni, per la Polizia Postale sarebbe un gioco da ragazzi risalire alla sua identità. Inoltre grazie al lessico utilizzato, ho intuito di chi si tratta. Un consiglio civile oltre che un avvertimento che intendo dare a questa persona, è il seguente:
-Occupati della tua associazione, del tuo lavoro e della tua famiglia. Se hai ancora un minimo di dignità, sei invitato a cancellarti dal gruppo e soprattutto non permetterti di esternare giudizi sulla mia persona, continuando a violare la mia privacy, inviando messaggi non richiesti. Nelle tue parole si legge tanta rabbia, quasi un desiderio di vendetta. Stai molto attento. Tale comportamento si configura nel reato di stalking, t’informo che il disegno di legge è stato approvato lo scorso 29 gennaio dalla Camera e riguarda (cito testualmente) “chiunque molesta o minaccia taluno con atti reiterati e idonei a cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero a ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita”. Continua a perseguitarmi e prenderò i dovuti provvedimenti; non sottovalutarmi. Alla prossima mail anonima che invierai non esiterò a pubblicare ovunque tutti i dati in mio possesso per smascherarti pubblicamente.